L'archivio dell'arte di Faust Cardinali

Ogni opera d’arte assomiglia alla casa del suo autore. È il suo nido: uno spazio dove idee, Materiali e visioni si sedimentano nel tempo. Che si tratti di arte concettuale, classica o astratta, osservare il modo in cui un artista lavora significa entrare nel suo universo creativo, comprenderne i gesti, le trasformazioni e le tracce lasciate dal tempo.

Nel percorso di un artista, spesso l’incontro con un luogo non è casuale. Un territorio, un paesaggio, una città diventano parte della sua ricerca quasi inconsciamente, perché risuonano con la natura stessa del suo lavoro. L’opera e il luogo finiscono così per dialogare, influenzandosi reciprocamente.

Nel lavoro di Faust Cardinali questo rapporto è particolarmente evidente. Le sue opere sono caratterizzate da stratificazioni della materia e da spessori di resina polivinilica che ricordano una sorta di pelle organica. Non si tratta quasi mai di lavori definitivamente conclusi: molte opere rimangono in progress, evolvendo nel tempo e stabilendo una relazione con il luogo in cui esistono, sia esso visibile o invisibile. È un processo che potremmo definire in situ et in tempore: nel luogo e nel tempo.

All’interno di questa visione prende forma il progetto dell’Archivio dell’Arte di Faust Cardinali a Pieve Santo Stefano. Il paese, con la sua memoria storica e le sue stratificazioni – spesso letteralmente “ricoperte” dalla storia – rappresenta un punto centrale per l’artista. In Piazza Plinio Pellegrini, nel cuore del borgo, Faust Cardinali intende creare uno spazio dedicato alla catalogazione e alla conservazione delle sue opere pittoriche, grafiche e scultoree realizzate dal 1977 fino a oggi.

Questo archivio non sarà soltanto un luogo di conservazione, ma anche un centro vivo di ricerca e documentazione. Il progetto si inserisce nel lavoro di tutela e valorizzazione degli archivi artistici sostenuto dall’ADAGP (l’ente francese per i diritti d’autore e la gestione delle arti grafiche e plastiche), che da due anni accompagna l’artista in questo percorso, con la collaborazione di Giulia Bertini.

La storia di Pieve Santo Stefano diventerà inoltre parte integrante della riflessione artistica. Eventi fondamentali del passato del paese – come l’alluvione del 1885 o la distruzione subita durante la Seconda guerra mondiale da parte delle truppe tedesche – entreranno in dialogo con la ricerca dell’artista, offrendo spunti per futuri progetti di grande scala legati al territorio.

Uno degli aspetti più originali dell’iniziativa è l’idea di creare una “vetrina a cielo aperto”: un punto d’incontro tra arte e comunità. Chiunque passi per la piazza – il visitatore, il pellegrino o semplicemente il flâneur – potrà vivere un’esperienza artistica immediata. Accanto al Piccolo museo del diario e vicino alla statua dedicata a Amintore Fanfani, illustre figura nata in questo paese, sarà possibile osservare dall’esterno opere plastiche di Cardinali e, in futuro, anche lavori di altri artisti. Le opere saranno visibili giorno e notte, trasformando la piazza in uno spazio espositivo permanente, realizzato in collaborazione con il Comune e l’assessorato alla cultura.

Il rapporto tra Faust Cardinali e gli spazi di lavoro è sempre stato particolarmente significativo. Nel corso degli anni l’artista ha costruito i propri atelier come veri e propri luoghi di sperimentazione. Oltre allo studio parigino, che custodisce una parte importante delle sue opere, nel 2009 Cardinali ha realizzato Stallattiva, il suo atelier alla Rocca di Chiusi della Verna. Ricavato da un ex fienile–stalla, questo spazio è stato trasformato in laboratorio per pittura e scultura e ospita anche un atelier di oreficeria sospeso all’interno della struttura, dedicato alla creazione di gioielli d’artista con marchio Copyritto e punzone di Stato 2594AR.

Il futuro Archivio di Pieve Santo Stefano rappresenterà quindi un nuovo capitolo di questo percorso. Oltre a conservare e raccontare quasi cinquant’anni di lavoro artistico, faciliterà l’accesso alle opere da parte di studiosi, collezionisti e appassionati. La vicinanza alla superstrada E45, che collega Cesena a Roma, rende infatti il paese facilmente raggiungibile, anche da Sansepolcro, città con cui l’artista mantiene da tempo profondi legami culturali e personali.

L’Archivio dell’Arte non sarà soltanto una raccolta di opere, ma un luogo vivo: uno spazio dove memoria, territorio e ricerca artistica continueranno a incontrarsi e a trasformarsi nel tempo. Un progetto che invita il pubblico a entrare nel mondo creativo di Faust Cardinali e a scoprire come arte e luogo possano crescere insieme.

Per sostenere questo progetto, l’artista mette in vendita alcune opere della sua collezione 

Scarica il dossier con il catalogo delle opere in vendita a sostegno de L'Archivio dell'arte 

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